Il fornello ad alcool più facile da costruire…e da utilizzare!


E’ più di 10 anni che mi diverto a costruire fornellini ad alcol di tutti i tipi ed è da più di 10 anni che mi accompagnano fedelmente in tutti i miei trekking: scaldandomi con un thè fumante quando la mattina esco dalla tenda e fanno 5°, e ristorandomi con una cena calda dopo una giornata di cammino.

Li preferisco ai classici fornelli a gas perché sono:

  • leggeri: nessuna bombola da portarmi dietro…un etto risparmiato di tara! E mi posso portare dietro esattamente l’alcol che mi serve
  • economici: un litro di alcol costa 1-2 €, una bombola di gas da 100 grammi sui 4€
  • ecologici: niente bombolette vuote da cestinare
  • silenziosi: nella quiete dei monti faccio volentieri a meno del rumore stile “reattore” dei fornelli a gas

Ne ho provati di tutti i tipi (fatti con le lattine di birra, con le scatolette di pappa per gatti, con le coppette delle candeline…) ma con mia stessa sorpresa quello che mi accompagna più spesso nelle mie uscite è il più semplice di tutti: un barattolino d’alluminio riempito di lana di roccia…fine. Niente lamierini da tagliare con la forbice o da sforacchiare…

E nonostante la semplicità ha pure parecchi vantaggi rispetto ai molti altri fornellini ad alcol che ho provato:

  • Avvio rapido e “a colpo sicuro”: riempio di alcol ed accendo… il fornello si avvia subito senza particolari procedure di pre-riscaldamento (non c’è da aspettare che “si scaldi” o che vada “in pressione”), anche se fuori fanno -10° C (provateci con un Trangia).
  • Consuma poco: 15-20ml di alcol bastano per far bollire mezzo litro d’acqua in circa 8 minuti.
  • Si spegne quando si vuole con un soffio deciso, senza dover aspettare che abbia finito di bruciare tutto l’alcol.
  • Non c’è bisogno di dosare preventivamente l’alcol da utilizzare: lo si riempie ogni volta, che tanto l’alcol che avanza rimane nella “spugna” per la volta dopo, senza sprechi.
  • E’ compattissimo: Una volta chiuso col suo coperchio a vite occupa lo spazio di due biscotti. Nella gavetta rimane più spazio ad esempio per metterci dentro anche la bottiglietta dell’alcol o il sacchettino con le bustine di thè/zucchero/caffè.
  • E’ sicuro: l’alcol durante l’utilizzo è assorbito dalla lana di roccia che fa da “spugna”. Se il fornello viene urtato per sbaglio mentre è in funzione, non c’è il rischio che alcol infiammato possa spargersi con le conseguenze facilmente immaginabili. Questo probabilmente dovrebbe essere il primo punto dell’elenco: purtroppo il 90% dei fornellini ad alcol che si vedono su YouTube non ha questa essenziale misura di sicurezza.

Come costruire il fornello

“Costruire” in questo caso è una parola un po’ grossa: il fornello è composto da un barattolino d’alluminio con coperchio “a vite” (tipo quelli delle creme da erboristeria) riempito con un qualche materiale ignifugo che fa da “spugna”.

Il contenitore lo si acquista facilmente ad esempio su Amazon (solitamente bisogna comprarne almeno una dozzina alla volta), e-bay o Aliexpress (da questi due si può comprare anche 1 singolo barattolino a meno di 2€ compresa spedizione… ma parte dalla Cina e bisogna quindi pazientare 1-2 mesi prima che il pacchetto arrivi).

Questi contenitori hanno dimensioni praticamente standard, quelle più adatte per costruire il nostro fornellino sono:

  • 30ml “alto e stretto”  (47X25 mm): ideale per scaldare tazze di diametro fino a 11 cm di diametro (tipo la tazza inox del Decathlon o le tazze in titanio da 750 ml). Impiega 9-10 minuti per far bollire 500 ml di acqua.
  • 30ml “basso e largo”  (52X20 mm): ideale in accoppiata a gavette da 11-14 cm di diametro. Impiega circa 8 minuti per far bollire 500 ml di acqua.
  • 40ml (57X22 mm) o 50ml (57X27 mm): ideali per gavette con un diametro dai 14 cm in sù. Impiega circa 7 minuti per far bollire 500 ml di acqua.

In sintesi più la gavetta è larga e più largo (e quindi potente) è il fornello che ci si può mettere sotto. Se dovete ancora scegliere che gavetta accoppiare a questo fornello, prediligete le gavette “basse e larghe”, con diametro sopra gli 11-12 cm, rispetto a quelle strette ed alte (stile “tazzone”), in modo da poterla poi accoppiare a fornelli più larghi e performanti.

I materiali utilizzabili come “spugna” per riempire il fornello sono invece i seguenti:

  • Lana di roccia: si, quella con cui si isolano le case. Se non avete amici che lavorano nell’edilizia, la trovate facilmente al Leroy Merlin (o similari), nei negozi di ricambi per moto (chiedete “un foglio di lana di roccia per marmitte”) oppure on-line (ad esempio qui, qui, qui).
  • Fibra ceramica per caminetti a bioetanolo: bianca, un po’ più “consistente” ma comunque non troppo diversa dalla lana di roccia… questa la si trova in pezzi molto più piccoli (ad esempio qui, qui o qui)
  • Carbon felt: come il nome suggerisce, sembra feltro nero ma è in un materiale non combustibile. A prezzi popolari lo si trova solo su Aliexpress (ad esempio qui o qui o qui, scegliere i fogli da 3x200x300mm o da 5x200x300mm)
Fornelli fatti con lana di roccia (in alto a sinistra), fibra ceramica (in alto a destra), cotone idrofilo (in basso a sinistra, ne parlo dopo), carbon felt (in basso a destra)

Questi tre materiali vanno tutti altrettanto bene (tra i tre, la lana di roccia fa fornellini leggermente più potenti), e sono tutti e tre praticamente eterni (non bruciano, non c’è quindi alcun bisogno di sostituirli periodicamente). Giusto per evitarvi di ripetere i miei errori, lasciate perdere la paglietta metallica per pulire le stoviglie: dopo pochi usi si sbriciola in ruggine…

Indossate dei guanti mentre lavorate con questi materiali perché sono leggermente irritanti per le mani finché li si lavora.

Per inserire il materiale prescelto nel contenitore, tagliate una striscia della stessa altezza del contenitore e arrotolatela a mo’ di “girella” fino a raggiungere un diametro leggermente superiore a quello desiderato, ed inseritelo con una leggera pressione. Per avere delle prestazioni ottimali, l’imbottitura una volta inserita deve arrivare a filo del contenitore, o anche spuntare di 1-2mm (si compatterà col tempo), mai più bassa (qui spiego perché).

Se faticate a trovare questi materiali, potete riempire il contenitorino con un batuffolo di banale cotone idrofilo: è vero…brucia, ma solo dopo che è bruciato tutto l’alcol: se vi ricordate di spegnere la fiamma prima che l’alcol sia esaurito salverete il batuffolo per la volta successiva, e ad ogni modo portarsi un po’ di cotone di scorta in uscita non è di sicuro un problema. E se butta male, si può improvvisare una “spugna” anche con fazzoletti di carta, Scottex o carta igienica.

Il supporto pentola

(grazie a @ferrajeans per questa foto e le successive)

Anche qui, dopo averne utilizzati di vari tipi, quello che consiglio è il più semplice di tutti: un semplice filo di ferro da 2,5 mm opportunamente piegato. Per sorreggere tazze fino a 9-10 cm di diametro, può invece bastare partire da una semplice gruccia in fil di ferro!

A sinistra un sostegno fatto a partire da una gruccia, a destra con del fil di ferro da 2,5 mm

Non è pieghevole, ma può essere fatto in modo da incastrarsi perfettamente con la vostra gavetta per non occupare spazio durante il trasporto:

Qui spiego come costruirlo, ma prima di partire è fondamentale decidere che altezza dovrà avere perché influisce moltissimo sulle prestazioni: la distanza ottimale tra fornello e gavetta è di 25-30mm (una distanza inferiore causerà una fiamma più debole, una distanza superiore causerà la formazione di fuliggine sul fondo della gavetta).
Per le tazze fino a 10-11 cm di diametro consiglio di rimanere sui 25mm (altrimenti il fornello sfiamma troppo al lati), per gavette di diametro superiore puntate pure ai 30mm per ridurre i tempi di ebollizione.
Quindi se ad esempio avete una gavetta da 12cm di diametro ed un fornello alto(senza coperchio) 20mm, il sostegno pentola dovrà essere alto complessivamente circa (20 + 30)= 50mm.

Il paravento

Estate 2020, un thè all’alba sul Giura Svizzero

Quanto si usa il fornello all’aperto la fiamma deve sempre essere protetta da un paravento (“sempre” vuol dire anche quando vi sembra che non vi sia la minima bava di vento!)

Costruire un paravento è comunque un’operazione banale, e basta piegare della carta alluminio (queste le istruzioni) o ritagliare opportunamente una vaschetta d’alluminio da forno (come hanno fatto qui).

Qualunque paravento decidiate di costruire, è fondamentale che:

  • protegga dal vento il fornello ed almeno i 2-3 cm inferiori della gavetta (quindi se il vostro supporto-pentola è alto 5 cm, il paravento dovrà essere alto almeno 7-8 cm)
  • lasci tutto attorno alla gavetta circa 1 cm per permettere ai fumi di uscire (se lo fate troppo stretto soffocherete la fiamma)
  • permetta all’aria di entrare dal lato inferiore, per ossigenare adeguatamente la fiamma (la maniera più facile per creare un accesso all’aria è di tenere sfilata di 1 cm la graffetta che si usa per tenere chiuso il paravento, e girare il paravento in modo che questa fessura inferiore sia orientata sul lato protetto dal vento)
Sfilando di circa 1 cm le graffette che chiudono il paravento si garantisce alla fiamma l’ossigeno di cui ha bisogno

Se non seguite attentamente questi consigli è facile che il vostro fornello finisca per sfiammare abbondantemente fuori dal paravento durante l’uso.

Accendiamolo!

Prima di accenderlo, seguite le seguenti precauzioni:

  • mettetevi in una zona che non abbia nulla di infiammabile nelle vicinanze, in particolare tenete ben distante la bottiglia dell’alcool dal fornello
  • l’ambiente deve essere poco illuminato (se siete all’esterno, provatelo di sera) perché la fiamma dell’alcool alla luce del sole è praticamente invisibile (poi con l’esperienza imparerete ad usarlo in sicurezza anche in pieno giorno, ma le prime volte meglio evitare) e sufficientemente ventilato
  • utilizzate solo alcool etilico denaturato a 90° (quello “rosa” del supermercato, ma attenti a non prendere quello a 70°, il fornello funzionerebbe male), possibilmente non profumato, o quello a 95° per caminetti a bioetanolo (lo si trova al brico) o alcool “buongusto” a 95° (che però costa una follia); non sognatevi di utilizzare combustibili diversi dall’alcool etilico, se non volete rischiare esplosioni o intossicazioni
  • riempite il fornello distante da dove lo andrete ad accendere, in modo che se un po’ di alcol dovesse trasbordare dal fornello non ci sia il rischio che prenda poi fuoco
  • non aggiungete mai alcool ad un fornello acceso o appena spento, finché non si è raffreddato abbastanza da poterlo tenere in mano senza scottarsi (potrebbe essere rimasta una fiammella minuscola, che sarebbe visibile solo al buio): si raffredda comunque molto velocemente.

Bene, è arrivato il grande momento: riempite di alcool il fornello, mettetelo sotto il sostegno pentola, se siete all’aperto posizionate anche il paravento e…accendete!

Mettete sulla fiamma la vostra gavetta con mezzo litro d’acqua e coperchio e portatela a bollore: a seconda del diametro del fornello e della gavetta dovrebbe impiegare circa 7-9 minuti (consumando circa 15-20ml di alcol)

Per spegnere il fornello basta un soffio deciso (fate finta di usare una cerbottana), aspettate circa un minuto che si raffreddi e poi avvitate il coperchio per “salvare” l’alcol avanzato dall’evaporazione.

Prima di riporre il fornello chiuso nella gavetta, mettetelo dentro ad un sacchettino con chiusura “a zip”, per evitare che l’odore dell’alcol vada in giro per la gavetta (per esperienza questi coperchi a vite non sono mai perfettamente ermetici… inutile stringerli forte, rischiate solo di rovinare il filetto)

Se prevedete di non utilizzare il fornello per parecchio tempo, mettetelo via vuoto, facendogli bruciare o evaporare tutto l’alcol, altrimenti alla lunga l’alcol rimasto tende ad intaccare l’alluminio del contenitorino e può diventare difficile svitare il coperchietto.

Un esempio di set completo

Grazie alla compattezza del fornello è spesso possibile far stare nella tazza/gavetta anche tutto il necessario per utilizzarlo, e cioè:

  • Fornellino (dentro ad un sacchettino con chiusura a zip)
  • Sostegno pentola (quello in fil di ferro che ho consigliato si infila dentro o fuori la gavetta senza occupare volume)
  • Paravento (se l’avete fatto con carta alluminio, si appiattisce e non occupa praticamente spazio)
  • Bottiglietta alcol (solitamente 100-140ml di alcool è quanto mi basta per trekking da 3 giorni/2 notti…con cena calda, tisana della buonanotte e thè/caffè a colazione)
  • Accendino
  • Sacchettino con bustine di thé/zucchero/caffè liofilizzato (sempre che non vogliate portarvi una moka a parte!)
  • Cucchiaio (ho segato molti manici per farceli stare dentro la gavetta!)

Questo ad esempio è il mio attuale kit (qui ne parlo più in dettaglio):


Ce l’hai fatta?

Se sei riuscito a costruire questo fornellino (o c’hai almeno provato!) lascia un tuo “Commento” nell’apposita sezione a fine pagina, è l’unica ricompensa che chiedo!  😉

Se vuoi qualche spunto sulle pietanze più semplici da prepararti in escursione, dà un occhio alla sezione ricette da trekking.

Se hai ancora qualche dubbio sui fornelli ad alcol in generale o su questo fornellino in particolare, qui rispondo alle domande più frequenti: se non trovi risposta scrivi un “Commento” in fondo a questa pagina.

Avviso importante

Le informazioni contenute in questo sito vanno considerate come sperimentali, e chi le utilizza lo fa a proprio rischio e pericolo: non mi ritengo in alcun modo responsabile per danni a cose e/o persone conseguenti all’uso di queste informazioni.

13 pensieri riguardo “Il fornello ad alcool più facile da costruire…e da utilizzare!

    1. Non sei il primo che me lo dice! 😀 In realtà li puoi vedere come due fornelli complementari: per le uscite invernali dove devi sciogliere neve o per quelle in cui devi far bollire acqua per più di due persone vai di JetBoil, per le uscite “3 stagioni” in 1-2 persone, dove risparmiare qualche etto di peso sulle spalle fa di sicuro comodo, vai di fornellino ad alcol! 😉

  1. Mi é venuta voglia di fare trekking e cucinare in montagna (non molto da me di solito), grazie per tutte le dritte, e anche per dire dove prendere le cose, molto generoso 🙂

    1. Prego! L’accoppiata “uscita in montagna” + “pasto fumante preparato col fornellino in un bell’angolo panoramico” ti posso garantire dà una soddisfazione incommensurabile… assolutamente da provare! 😀

  2. ciao, idea molto ingegnosa 🙂
    Domanda, hai mai provato un “ibrido” partendo invece dalle solite trange che si trovano in giro? Intendo quelle con camera e fori sul bordo, che pesca in sostanza dal fondo e brucia nel centro ed intorno… aggiungendo lana di roccia o affini dovresti “stabilizzare” meglio il liquido (sicurezza), pur mantenendo la capacità di far girare l’aria di quei sistemi.

    Chiaro il tuo è molto più “low profile” e quindi economico e funzionale, però se uno avesse già in casa le trange (come il sottoscritto)… magari faccio una prova direttamente! 🙂

  3. Davvero geniale! Non so esprimerti la gioia nel veder funzionare qualcosa di cosí utile costruito INTERAMENTE con le mie mani da materiali di scarto (non ho comprato nulla né da Amazon né AliExpress). Quindi davvero grazie, ora i trekking avranno un gusto diverso

  4. Ciao, vengo dal video del Naso e voglio proprio ringraziarti, pensavo di partire per un trekking abbastanza lungo, e con la situazione covid avevo alla fine deciso di farlo quasi completamente autonomo, all’inizio il fornello ad alcool mi sembrava una mini bomba, ma con il tuo metodo credo proprio che sarà la mia scelta definitiva. Grazie mille dei consigli e buon trekking. 🙂

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