Il fornello ad alcool più facile da costruire…e da utilizzare!


E’ più di 10 anni che mi diverto a costruire fornellini ad alcol di tutti i tipi ed è da più di 10 anni che mi accompagnano fedelmente in tutti i miei trekking: scaldandomi con un thè fumante quando la mattina esco dalla tenda e fanno 5°, e ristorandomi con una cena calda dopo una giornata di cammino.

Li preferisco ai classici fornelli a gas perché sono:

  • leggeri: nessuna bombola da portarmi dietro…un etto risparmiato di tara! E mi posso portare dietro esattamente l’alcol che mi serve
  • economici: un litro di alcol costa 1-2 €, una bombola di gas da 100 grammi sui 4€
  • ecologici: niente bombolette vuote da cestinare
  • silenziosi: nella quiete dei monti faccio volentieri a meno del rumore stile “reattore” dei fornelli a gas

Ne ho provati di tutti i tipi (fatti con le lattine di birra, con le scatolette di pappa per gatti, con le coppette delle candeline…) ma con mia stessa sorpresa quello che mi accompagna più spesso nelle mie uscite è il più semplice di tutti: un barattolino d’alluminio riempito di lana di roccia…fine. Niente lamierini da tagliare con la forbice o da sforacchiare…

E nonostante la semplicità ha pure parecchi vantaggi rispetto ai molti altri fornellini ad alcol che ho provato:

  • Avvio rapido e “a colpo sicuro”: riempio di alcol ed accendo… il fornello si avvia subito senza particolari procedure di pre-riscaldamento (non c’è da aspettare che “si scaldi” o che vada “in pressione”), anche se fuori fanno -10° C (provateci con un Trangia).
  • Consuma poco: 15-20ml di alcol bastano per far bollire mezzo litro d’acqua in circa 8 minuti.
  • Si spegne quando si vuole con un soffio deciso, senza dover aspettare che abbia finito di bruciare tutto l’alcol.
  • Non c’è bisogno di dosare preventivamente l’alcol da utilizzare: lo si riempie ogni volta, che tanto l’alcol che avanza rimane nella “spugna” per la volta dopo, senza sprechi.
  • E’ compattissimo: Una volta chiuso col suo coperchio a vite occupa lo spazio di due biscotti. Nella gavetta rimane più spazio ad esempio per metterci dentro anche la bottiglietta dell’alcol o il sacchettino con le bustine di thè/zucchero/caffè.
  • E’ sicuro: l’alcol durante l’utilizzo è assorbito dalla lana di roccia che fa da “spugna”. Se il fornello viene urtato per sbaglio mentre è in funzione, non c’è il rischio che alcol infiammato possa spargersi con le conseguenze facilmente immaginabili. Questo probabilmente dovrebbe essere il primo punto dell’elenco: purtroppo il 90% dei fornellini ad alcol che si vedono su YouTube non ha questa essenziale misura di sicurezza.

Come costruire il fornello

“Costruire” in questo caso è una parola un po’ grossa: il fornello è composto da un barattolino d’alluminio con coperchio “a vite” (tipo quelli delle creme da erboristeria) riempito con un qualche materiale ignifugo che fa da “spugna”.

Il contenitore lo si acquista facilmente ad esempio su Amazon (solitamente bisogna comprarne almeno una dozzina alla volta), e-bay o Aliexpress (da questi due si può comprare anche 1 singolo barattolino a meno di 2€ compresa spedizione… ma parte dalla Cina e bisogna quindi pazientare 1-2 mesi prima che il pacchetto arrivi).

Questi contenitori hanno dimensioni praticamente standard, quelle più adatte per costruire il nostro fornellino sono:

  • 30ml “alto e stretto”  (47X25 mm): ideale per scaldare tazze di diametro fino a 11 cm di diametro (tipo la tazza inox del Decathlon o le tazze in titanio da 750 ml). Impiega 9-10 minuti per far bollire 500 ml di acqua.
  • 30ml “basso e largo”  (52X20 mm): ideale in accoppiata a gavette da 11-14 cm di diametro. Impiega circa 8 minuti per far bollire 500 ml di acqua.
  • 40ml (57X22 mm) o 50ml (57X27 mm): ideali per gavette con un diametro dai 14 cm in sù. Impiega circa 7 minuti per far bollire 500 ml di acqua.

In sintesi più la gavetta è larga e più largo (e quindi potente) è il fornello che ci si può mettere sotto. Se dovete ancora scegliere che gavetta accoppiare a questo fornello, prediligete le gavette “basse e larghe”, con diametro sopra gli 11-12 cm, rispetto a quelle strette ed alte (stile “tazzone”), in modo da poterla poi accoppiare a fornelli più larghi e performanti.

I materiali utilizzabili come “spugna” per riempire il fornello sono invece i seguenti:

  • Lana di roccia: si, quella con cui si isolano le case. Se non avete amici che lavorano nell’edilizia, la trovate facilmente al Leroy Merlin (o similari), nei negozi di ricambi per moto (chiedete “un foglio di lana di roccia per marmitte”) oppure on-line (ad esempio qui, qui, qui).
  • Fibra ceramica per caminetti a bioetanolo: bianca, un po’ più “consistente” ma comunque non troppo diversa dalla lana di roccia… questa la si trova in pezzi molto più piccoli (ad esempio qui, qui o qui)
  • Carbon felt: come il nome suggerisce, sembra feltro nero ma è in un materiale non combustibile. A prezzi popolari lo si trova solo su Aliexpress (ad esempio qui o qui o qui, scegliere i fogli da 3x200x300mm o da 5x200x300mm)
Fornelli fatti con lana di roccia (in alto a sinistra), fibra ceramica (in alto a destra), cotone idrofilo (in basso a sinistra, ne parlo dopo), carbon felt (in basso a destra)

Questi tre materiali vanno tutti altrettanto bene (tra i tre, la lana di roccia fa fornellini leggermente più potenti), e sono tutti e tre praticamente eterni (non bruciano, non c’è quindi alcun bisogno di sostituirli periodicamente). Giusto per evitarvi di ripetere i miei errori, lasciate perdere la paglietta metallica per pulire le stoviglie: dopo pochi usi si sbriciola in ruggine…

Indossate dei guanti mentre lavorate con questi materiali perché sono leggermente irritanti per le mani finché li si lavora.

Per inserire il materiale prescelto nel contenitore, tagliate una striscia della stessa altezza del contenitore e arrotolatela a mo’ di “girella” fino a raggiungere un diametro leggermente superiore a quello desiderato, ed inseritelo con una leggera pressione. Per avere delle prestazioni ottimali, l’imbottitura una volta inserita deve arrivare a filo del contenitore, o anche spuntare di 1-2mm (si compatterà col tempo), mai più bassa (qui spiego perché).

Se faticate a trovare questi materiali, potete riempire il contenitorino con un batuffolo di banale cotone idrofilo: è vero…brucia, ma solo dopo che è bruciato tutto l’alcol: se vi ricordate di spegnere la fiamma prima che l’alcol sia esaurito salverete il batuffolo per la volta successiva, e ad ogni modo portarsi un po’ di cotone di scorta in uscita non è di sicuro un problema. E se butta male, si può improvvisare una “spugna” anche con fazzoletti di carta, Scottex o carta igienica.

Il supporto pentola

(grazie a @ferrajeans per questa foto e le successive)

Anche qui, dopo averne utilizzati di vari tipi, quello che consiglio è il più semplice di tutti: un semplice filo di ferro da 2,5 mm opportunamente piegato. Per sorreggere tazze fino a 9-10 cm di diametro, può invece bastare partire da una semplice gruccia in fil di ferro!

A sinistra un sostegno fatto a partire da una gruccia, a destra con del fil di ferro da 2,5 mm

Non è pieghevole, ma può essere fatto in modo da incastrarsi perfettamente con la vostra gavetta per non occupare spazio durante il trasporto:

Qui spiego come costruirlo, ma prima di partire è fondamentale decidere che altezza dovrà avere perché influisce moltissimo sulle prestazioni: la distanza ottimale tra fornello e gavetta è di 25-30mm (una distanza inferiore causerà una fiamma più debole, una distanza superiore causerà la formazione di fuliggine sul fondo della gavetta).
Per le tazze fino a 10-11 cm di diametro consiglio di rimanere sui 25mm (altrimenti il fornello sfiamma troppo al lati), per gavette di diametro superiore puntate pure ai 30mm per ridurre i tempi di ebollizione.
Quindi se ad esempio avete una gavetta da 12cm di diametro ed un fornello alto(senza coperchio) 20mm, il sostegno pentola dovrà essere alto complessivamente circa (20 + 30)= 50mm.

Il paravento

Estate 2020, un thè all’alba sul Giura Svizzero

Quanto si usa il fornello all’aperto la fiamma deve sempre essere protetta da un paravento (“sempre” vuol dire anche quando vi sembra che non vi sia la minima bava di vento!)

Costruire un paravento è comunque un’operazione banale, e basta piegare della carta alluminio (queste le istruzioni) o ritagliare opportunamente una vaschetta d’alluminio da forno (come hanno fatto qui).

Qualunque paravento decidiate di costruire, è fondamentale che:

  • protegga dal vento il fornello ed almeno i 2-3 cm inferiori della gavetta (quindi se il vostro supporto-pentola è alto 5 cm, il paravento dovrà essere alto almeno 7-8 cm)
  • lasci tutto attorno alla gavetta circa 1 cm per permettere ai fumi di uscire (se lo fate troppo stretto soffocherete la fiamma)
  • permetta all’aria di entrare dal lato inferiore, per ossigenare adeguatamente la fiamma (la maniera più facile per creare un accesso all’aria è di tenere sfilata di 1 cm la graffetta che si usa per tenere chiuso il paravento, e girare il paravento in modo che questa fessura inferiore sia orientata sul lato protetto dal vento)
Sfilando di circa 1 cm le graffette che chiudono il paravento si garantisce alla fiamma l’ossigeno di cui ha bisogno

Se non seguite attentamente questi consigli è facile che il vostro fornello finisca per sfiammare abbondantemente fuori dal paravento durante l’uso.

Accendiamolo!

Prima di accenderlo, seguite le seguenti precauzioni:

  • mettetevi in una zona che non abbia nulla di infiammabile nelle vicinanze, in particolare tenete ben distante la bottiglia dell’alcool dal fornello
  • l’ambiente deve essere poco illuminato (se siete all’esterno, provatelo di sera) perché la fiamma dell’alcool alla luce del sole è praticamente invisibile (poi con l’esperienza imparerete ad usarlo in sicurezza anche in pieno giorno, ma le prime volte meglio evitare) e sufficientemente ventilato
  • utilizzate solo alcool etilico denaturato a 90° (quello “rosa” del supermercato, ma attenti a non prendere quello a 70°, il fornello funzionerebbe male), possibilmente non profumato, o quello a 95° per caminetti a bioetanolo (lo si trova al brico) o alcool “buongusto” a 95° (che però costa una follia); non sognatevi di utilizzare combustibili diversi dall’alcool etilico, se non volete rischiare esplosioni o intossicazioni
  • riempite il fornello distante da dove lo andrete ad accendere, in modo che se un po’ di alcol dovesse trasbordare dal fornello non ci sia il rischio che prenda poi fuoco
  • non aggiungete mai alcool ad un fornello acceso o appena spento, finché non si è raffreddato abbastanza da poterlo tenere in mano senza scottarsi (potrebbe essere rimasta una fiammella minuscola, che sarebbe visibile solo al buio): si raffredda comunque molto velocemente.

Bene, è arrivato il grande momento: riempite di alcool il fornello, mettetelo sotto il sostegno pentola, se siete all’aperto posizionate anche il paravento e…accendete!

Mettete sulla fiamma la vostra gavetta con mezzo litro d’acqua e coperchio e portatela a bollore: a seconda del diametro del fornello e della gavetta dovrebbe impiegare circa 7-9 minuti (consumando circa 15-20ml di alcol)

Per spegnere il fornello basta un soffio deciso (fate finta di usare una cerbottana), aspettate circa un minuto che si raffreddi e poi avvitate il coperchio per “salvare” l’alcol avanzato dall’evaporazione.

Prima di riporre il fornello chiuso nella gavetta, mettetelo dentro ad un sacchettino con chiusura “a zip”, per evitare che l’odore dell’alcol vada in giro per la gavetta (per esperienza questi coperchi a vite non sono mai perfettamente ermetici… inutile stringerli forte, rischiate solo di avere difficoltà a riaprirlo la volta dopo).

Se prevedete di non utilizzare il fornello per parecchio tempo, mettetelo via vuoto, facendogli bruciare o evaporare tutto l’alcol, altrimenti alla lunga l’alcol rimasto tende ad intaccare l’alluminio del contenitorino e può diventare difficile svitare il coperchietto.

Se vedete che il coperchio inizia ad avere difficoltà a svitarsi…toglietelo e fine: basta lo ziplock ad evitare che alcol e relativo odore vadano in giro per la gavetta, e non avete più il problema di dover svuotare il fornellino prima di metterlo nell’armadio!

Un esempio di set completo

Grazie alla compattezza del fornello è spesso possibile far stare nella tazza/gavetta anche tutto il necessario per utilizzarlo, e cioè:

  • Fornellino (dentro ad un sacchettino con chiusura a zip)
  • Sostegno pentola (quello in fil di ferro che ho consigliato si infila dentro o fuori la gavetta senza occupare volume)
  • Paravento (se l’avete fatto con carta alluminio, si appiattisce e non occupa praticamente spazio)
  • Bottiglietta alcol (solitamente 100-140ml di alcool è quanto mi basta per trekking da 3 giorni/2 notti…con cena calda, tisana della buonanotte e thè/caffè a colazione)
  • Accendino
  • Sacchettino con bustine di thé/zucchero/caffè liofilizzato (sempre che non vogliate portarvi una moka a parte!)
  • Cucchiaio (ho segato molti manici per farceli stare dentro la gavetta!)

Questo ad esempio è il mio attuale kit (qui ne parlo più in dettaglio):


Ce l’hai fatta?

Se sei riuscito a costruire questo fornellino (o c’hai almeno provato!) lascia un tuo “Commento” nell’apposita sezione a fine pagina, è l’unica ricompensa che chiedo!  😉

Se vuoi qualche spunto sulle pietanze più semplici da prepararti in escursione, dà un occhio alla sezione ricette da trekking.

Se hai ancora qualche dubbio sui fornelli ad alcol in generale o su questo fornellino in particolare, qui rispondo alle domande più frequenti: se non trovi risposta scrivi un “Commento” in fondo a questa pagina.

Avviso importante

Le informazioni contenute in questo sito vanno considerate come sperimentali, e chi le utilizza lo fa a proprio rischio e pericolo: non mi ritengo in alcun modo responsabile per danni a cose e/o persone conseguenti all’uso di queste informazioni.

58 pensieri riguardo “Il fornello ad alcool più facile da costruire…e da utilizzare!

  1. Buonasera, ho un sacco di barattolini degli omogeneizzati (vetro con tappo in latta) da 80gr.
    Secondo te potrebbero essere idonei a realizzare un fornelletto per gavetta da 11-14cm?

    1. Il contenitore di vetro purtroppo non è adatto… oltre a non avere la conducibilità termica giusta per garantire una buona evaporazione di alcol, con la fiamma rischi che il vetro scoppi! Puoi fare qualche prova di fornellino con una scatoletta di simmenthal da 70/90 grammi (hanno il diametro giusto per la tua gavetta), eventualmente le tagli a metà altezza se son troppo alte.

      Poi invece di avvitare il coperchio le metti dentro ad uno ziplock e sei cmq a posto

  2. Che dire?
    Dopo qualche notte in bivacco a panini ho deciso di mangiare qualcosa di caldo…
    Purtroppo ho trovato la tua pagina dopo aver comprato un fornellino a gas, ma l’idea del microkit mi ha affascinato e dopo un paio di giorni di ricerca in casa e un salto da decathlon il mio microkit è pronto…
    Per ora il fornello è l’alluminio di un lumino con cotone, ma ho già ordinato gli scatolini per fare qualcosa di più”serio”…

    Grazie per le tue dritte!
    Rik

  3. Che dire?
    Dopo qualche notte in bivacco a panini ho deciso di mangiare qualcosa di caldo…
    Purtroppo ho trovato la tua pagina dopo aver comprato un fornellino a gas, ma l’idea del microkit mi ha affascinato e dopo un paio di giorni di ricerca in casa e un salto da decathlon il mio microkit è pronto…
    Per ora il fornello è l’alluminio di un lumino con cotone, ma ho già ordinato gli scatolini per fare qualcosa di più”serio”…

    Grazie per le tue dritte!
    Rik

          1. Preso ieri… 😊
            Senti ma posso contattarti su qualche altro canale? Non vorrei “inquinare” troppo il tuo sito…

      1. Ciao. Grandi consigli,grazie! Ho comprato lana di roccia x fare il mio fornelli o ma nn sono riuscita a tagliarla e fare l’arrotolamento: si spezzava in tanti pezzi. Perchè? Hai qlc consiglio ? Grazie mille !

          1. Nn so, era un “foglio” grande cercato e comprato in un centro x l’edilizia; orribile a vedersi 😁
            Si spezzava ad ogni tocco. Ho provato ad usarlo ugualmente ma nn credo con buon esito positivo. Ho buttato tutto il foglio! Ora cercherò quello x le marmitte? Dimmi tu cosa è fattibile. Arigrazie

          2. Se si spezza ad ogni tocco forse era un pannello con una densità troppo elevata, e quindi semi-rigido? (quella che uso io dovrebbe essere 40Kg/mc) Cmq è uno di quei casi in cui invece di modellarlo e arrotolarlo conviene mi sa tagliare direttamente un cilindro e fine… senza toccarlo troppo! Hai per caso qualche foto? Nel caso poi fammi sapere come ti trovi con quello per marmitte

  4. Ciao! Qualche anno fa avevo creato il fornelletto con le lattine di birra e devo dire che funzionava alla grande. L’unico difetto è che dopo un po’ il cotone penso si sia compattato, o comunque non funzionava più da “assorbitore” e il fornello dopo pochi secondi si spegneva, nonostante fosse pieno di alcol.
    Detto questo, sono molto interessato da questa nuova versione, l’unica cosa è che la mancanza del tappo forato che regoli la fiamma non mi convince molto, sia per la regolazione della fiamma, che senza diventa molto alta, sia per il consumo. In ogni caso lo proverò a costruire e ad implementare la lana di roccia nella versione con le lattine.

    1. Ciao Jibril, sono lieto che dopo tanti anni tu sia tornato su questo sito! 🙂

      Prova a costruire anche questo modello, vedrai che col singolo “fiammone” farai le stesse identiche cose che facevi con la fiamma stile “fornello a gas” di quello fatto con le lattine! Anche i consumi sono praticamente uguali (15-20ml di alcol per far bollire mezzo litro d’acqua), ma il modello nuovo è molto più semplice da accendere e non hai più bisogno di mettere la giusta quantità d’alcol all’avvio… lo riempi e fine, quello che avanza lo tieni per la volta dopo!

      Ad ogni modo fammi sapere poi come ti ci sei trovato, a presto!

      1. Graaande, sono passato di qua per caso dopo tanti anni e vedo che hai cambiato sia il look sia l’attrezzatura! i tuoi fornellini in lattina mi hanno accompagnato in tante avventure, prima con gli amici, adesso con i figli, grazie! Sono arrivato anche io a questo design (più spartano il mio, usando le confezioni di crema per mani che mia moglie buttava o i tappi bormioli) per il solo motivo che i jet o gli fai un bel pieno o non funzionano bene.

        1. Bene, il fatto che in più persone stiamo convergendo su questo (semplicissimo) design è un OTTIMO indicatore che sia la strada giusta! Sto cercando di trovare materiale “di uso comune” con cui proporre di costruire questo fornellino, ti faccio quindi qualche domanda: – che tipo di contenitore di crema mani hai riciclato come fornellino? (se riesci a darmi marca e dimensioni te ne sono grato!) – hai usato qualche “imbottitura” particolare come riempimento? – che diametro ha la gavetta con cui li usi di solito? Anch’io ho valutato di usare i coperchi più piccoli dei bormioli (o le simmenthal da 90 grammi tagliate all’altezza desiderata) ma vanno bene solo per gavette relativamente larghe, altrimenti sfiamma dai bordi…

  5. Ciao! Prima di tutto, complimenti per l’aver creato una fonte di informazioni così dettagliata per un settore decisamente “di nicchia” ;0)
    C’è però un aspetto di tutto questo che sto cercando di approfondire, e cioè l’odore, o meglio la puzza…
    A prescindere dalla bontà del combustibile, che sia bioetanolo della migliore qualità, o alcool per liquori, o addirittura alcool isopropilico, la combustione è SEMPRE accompagnata da un odore molto sgradevole.
    La condizione con meno “variabili” dal punto di vista della combustione è certamente lo scatolino di alluminio non verniciato, pulito e sgrassato, senza alcun materiale di riempimento. Anche senza nessuna pentola o padella posta sopra, la combustione già manda odore. Ho pensato che questo potesse essere dovuto alla combustione incompleta, che si rivela dal colore giallo dei 2/3 superiori della fiamma (“fiamma riducente”): che poi è esattamente lo stesso tipo di fiamma di una candela. Avvicinando una piastra di metallo pulito (ad es. il fondo di una padella ben lavata) le cose non migliorano, anzi: quando la distanza si riduce al punto in cui si ottiene una bellissima fiamma completamente blu, senza traccia di giallo, l’emissione di “puzza” diventa insopportabile. Non riesco a capirne il motivo. Lo sfrigolio dell’alcool in ebollizione nello scatolino mi ha suggerito che forse, in quella condizione, i vapori di alcool che vengono emessi copiosamente (sta bollendo!) non possono bruciare completamente, ovvero ossidarsi, perchè l’aria non riesce a mescolarsi con l’intera massa di vapori, e quindi la puzza potrebbe essere dovuta semplicemente all’alcool surriscaldato e/o parzialmente bruciato. Sto solo facendo delle ipotesi: per venirne fuori in modo “scientifico” ci vorrebbe uno strumento in grado di analizzare in tempo reale la composizione dei gas emessi, strumento che ovviamente non possiedo.
    Mi piacerebbe molto sapere se hai idee, esperienze o suggerimenti per un approfondimento in merito.
    Un caro saluto, e ancora complimenti!

    1. Ciao! 😀 Alla maggior parte delle persone l’odore dell’alcol non crea problemi, ma non sei il primo che mi scrive perché lo percepisce invece come insopportabile. Se hai fatto le tue prove utilizzando anche l’alcol “buongusto” da liquori, totalmente privo quindi di denaturanti, rimane poco da consigliarti (tra parentesi, eviterei invece l’uso dell’isopropilico, dato che non è un alcol alimentare secondo me vai in peggio) Penso che le distanze fornello – gavetta che consiglio nell’articolo siano quelle che garantiscono anche una combustione più completa dei vapori d’alcol e ad una temperatura ottimale (un fornello efficiente è anche un fornello che brucia bene i propri vapori). L’unica raccomandazione che rimane è di usarlo all’aperto dove l’odore si disperde dando meno fastidio.

    2. In teoria si potrebbe usare anche un bruciatore per fonduta, ed invece dell’alcol la pasta combustibile, come alternativa alla costruzione del fornello?

      1. Ciao!

        Sono simili, ma non la stessa cosa.. da test che ho fatto un bel po’ di anni fa, il fornello da fonduta pesa attorno all’etto ed è abbastanza lentino a far bollire l’acqua (mi sembra 9-10 minuti per mezzo litro). Se lo usi con l’alcol in gel, che ha un potere calorifico inferiore all’alcol 90°, impiegherà ancora di più… quindi prestazioni secondo me non esaltanti. Di pro però ha “di serie” un regola-fiamma integrato, che per alcune pietanze fa comodo

  6. Ciao e grazie mille per la guida! Ho appena comprato i barattolini e la lana di roccia dato che ho in programma il Kungsleden verso fine Luglio. A tal proposito, mi consigli di portare il fornello ad alcool o di optare per un fornello a gas? Considerando che dovrò cucinare per due e starò fuori poco più di due settimane in un territorio comunque abbastanza freddo.
    In ogni caso, mi metterò appena possibile a costruire il primo prototipo 🙂

    1. Ciao! Un mio amico l’anno scorso ha fatto proprio il Kungsleden usando uno di questi fornellini ad alcol, quindi fattibile è fattibile! Costruiscilo, provalo sul campo (impara soprattutto a proteggere bene la fiamma dal vento col paravento e a valutare i tuoi consumi di combustibile) e poi decidi! 🙂 Informati mi raccomando sulla possibilità di reperire alcol (o bombolette di gas, nel caso optassi sul fornello tradizionale) lungo il tuo viaggio per non dover partire con combustibile in spalla per due settimane. ..

  7. ciao , grazie davvero lavoro prezioso , oggi ho fatto il mio fornello è andato tutto bene ho preso dei contenitori da 30 ml 52×20 ho bollito 500 ml in 7’30” direi che funziona bene ho messo 30 ml di alcool a 94° ho bruciato per 13′ poi si è spento , mi è sembrato che abbia consumato qualcosa in più, ma forse sbaglio comunque grand idea .

    1. Ottimo Andrea, direi prestazioni eccellenti! Se ti sembra che il fornello consumi troppo prova ad avvicinarlo un po’ di più al fondo della gavetta… ci impiegherà un po’ di più a far bollire l’acqua ma sarà più parco nei consumi. Curiosità, il contenitore da 30ml e l’imbottitura dove li hai reperiti?

  8. Ciao e grazie per tutti i dettagli presenti qui e anche sul forum. Ho notato che in molte foto dei lotti spediti agli utenti del forum c’è una bottiglietta con tappo rosso, immagino per la scorta di alcol. E’ molto carina, per caso hai preso su Aliexpress anche quella?

    1. Ciao! 😀 Me le danno come contenitori per la salsa di soya al mio Sushi da asporto di fiducia…a casa ne ho qualche decina! Tengono 30ml e le ho viste anche su Aliexpress. Fanno comodo in particolare a chi usa la tazza Inox del Decathlon perché sono fra i pochi contenitori ERMETICI abbastanza corti da starci dentro, ma se hai una gavetta un po’ più grande ti consiglio di cercare bottigliette ermetiche più grandi, sui 100ml (nel caso se mi dici esattamente le dimensioni della tua gavetta ti consiglio qlc che si trova facilmente nei ns supermercati)

      1. Confermo, io uso persino i contenitori a forma di pesce del sushi take away 🙂 son piccoli a sufficienza per una uscita breve, in alternativa vanno bene anche flaconcini finiti di balsamo nelle tinte e acetone per smalti… Da chiedere alle donne di casa 🙂

        1. Io ho cambiato sushi take away perché mi dava quei maledetti contenitori a forma di pesciolino! 😀 Ora che questo la salsa di Soya me la dà in comode bottigliette da 30ml non lo cambio più… 😎

          Confermo che anche le bottigliette da 60ml che danno con le tinte dei capelli sono ottime!

  9. Riporto la mia esperienza.
    Contenitore da 30mL, diametro 52mm altezza 21mm.
    Ho usato fibra (a volte chiamata lana o spugna) di ceramica.
    Alcol denaturato 99.9%, la fibra era satura con 30mL.
    Ha fatto bollire 400mL di acqua nella tazza Decathlon di acciaio (diametro 9cm, capienza 400mL) in 6’30” circa, senza coperchio. La distanza tra fornelletto e tazza circa 2,5cm.
    La fiamma è durata 16’30” circa prima di spegnersi.
    Considerando la compattezza del set, secondo me fattore più importante, e la silenziosità è veramente un oggettino fantastico! L’unico mio problema è stato che all’inizio la fiamma era troppo lontana dalla tazza per errore mio nella costruzione del sostegno, ho risolto semplicemente usando il coperchio come rialzo. Considerando che il fornelletto si può appoggiare al terreno, sopra il coperchio o infilarlo nel coperchio rovesciato praticamente si possono ottenere tre altezze diverse, ottimo!
    Grazie per la guida, veramente fatta bene.

  10. Ciao,
    Grazie mille per la guida, veramente ben fatta.
    Sembra anche molto facile da costruire e nettamente superiore rispetto alla classica bomboletta di gas.
    Devo assolutamente provare a costruirla.

  11. Ciao volevo chiedere se questo bel fornellino può essere utilizzato anche in casa nelle emergenze tipo blackout, cioè volevo sapere se emette gas tossici come fa la stufa pirolitica, grazie

    1. L’alcol non produce particolari gas tossici, i caminetti a bioetanolo ad esempio vengono usati in quelle case dove non c’è la canna fumaria perchè i fumi emessi non sono tossici. Quindi non vedo particolari controindicazioni… tenuto conto che pur sempre di combustione si parla e quindi ogni tanto l’aria va cambiata in ogni caso.

  12. Grazie per aver scritto e pubblicato, sia come video su youtube che come articolo sul sito, una guida su questo fornello.

  13. mi ero già autocostruito quello con la lattina, proverò sicuramente anche questa opzione per risparmiare ulteriore alcool. Complimenti e grazie per il tutorial ben fatto.

    1. Assolutamente no… se leggi bene ho scritto chiaramente ” non sognatevi di utilizzare combustibili diversi dall’alcool etilico, se non volete rischiare esplosioni o intossicazioni”, e con la benzina rischi seriamente esplosioni! Solo alcol etilico…quello rosa, il buongusto o il bioetanolo…purché sia alcol etilico

  14. Grazie a te ho costruito e regalato vari fornelli con le lattine ma il consumo di alcool era significativo visto che toccava sempre farlo esaurire prima di metterlo via… Ora mi hai fatto venire voglia di costruire questo col tappo!! Grazie del tuo sito!!

    1. Non sei il primo che me lo dice! 😀 In realtà li puoi vedere come due fornelli complementari: per le uscite invernali dove devi sciogliere neve o per quelle in cui devi far bollire acqua per più di due persone vai di JetBoil, per le uscite “3 stagioni” in 1-2 persone, dove risparmiare qualche etto di peso sulle spalle fa di sicuro comodo, vai di fornellino ad alcol! 😉

  15. Mi é venuta voglia di fare trekking e cucinare in montagna (non molto da me di solito), grazie per tutte le dritte, e anche per dire dove prendere le cose, molto generoso 🙂

    1. Prego! L’accoppiata “uscita in montagna” + “pasto fumante preparato col fornellino in un bell’angolo panoramico” ti posso garantire dà una soddisfazione incommensurabile… assolutamente da provare! 😀

  16. ciao, idea molto ingegnosa 🙂
    Domanda, hai mai provato un “ibrido” partendo invece dalle solite trange che si trovano in giro? Intendo quelle con camera e fori sul bordo, che pesca in sostanza dal fondo e brucia nel centro ed intorno… aggiungendo lana di roccia o affini dovresti “stabilizzare” meglio il liquido (sicurezza), pur mantenendo la capacità di far girare l’aria di quei sistemi.

    Chiaro il tuo è molto più “low profile” e quindi economico e funzionale, però se uno avesse già in casa le trange (come il sottoscritto)… magari faccio una prova direttamente! 🙂

  17. Davvero geniale! Non so esprimerti la gioia nel veder funzionare qualcosa di cosí utile costruito INTERAMENTE con le mie mani da materiali di scarto (non ho comprato nulla né da Amazon né AliExpress). Quindi davvero grazie, ora i trekking avranno un gusto diverso

  18. Ciao, vengo dal video del Naso e voglio proprio ringraziarti, pensavo di partire per un trekking abbastanza lungo, e con la situazione covid avevo alla fine deciso di farlo quasi completamente autonomo, all’inizio il fornello ad alcool mi sembrava una mini bomba, ma con il tuo metodo credo proprio che sarà la mia scelta definitiva. Grazie mille dei consigli e buon trekking. 🙂

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